Diamine Sherwood Green

Testo e foto di Giulio Fabricatore



COLORE

Gli inchiostri verdi, come tutti quelli che si allontanano più o meno marcatamente dalla linea dei neri e dei blu “di ordinanza”, sono oggetto o di amore incondizionato o di un ostracismo senza appello. La mia passione per i colori, tutti…, insieme alla mia innata curiosità mi hanno indotto, tuttavia, ad affidare a questo inchiostro i miei scritti per un periodo di diversi mesi (in una Platinum #3776 Century). Dello Sherwwod Green ho apprezzato (e continuo ad apprezzare) il tono discreto, un verde che si sottrae al rischio di apparire inopportunamente vistoso: un ricercato understatement sembra essere la sua cifra stilistica. D’altra parte il richiamo esplicito alla mitica foresta di Sherwood, capace di custodire il rifugio di Robin Hood, sembra ben adatto a questa intonazione da sottobosco scuro e un po’ misterioso. Nulla di più lontano dal verde squillante e quasi perentorio che andava di moda negli anni ‘30 e ‘40 del secolo scorso: Palmiro Togliatti scriveva e firmava quasi solo con questo colore. Le molteplici complicazioni burocratiche nella vita di innocenti cittadini di Roasio (nel vercellese), derivanti dalla firma in verde brillante del sindaco sui documenti di identità, ha indotto un cronista a parlare della “Maledizione dell’inchiostro verde” (La Stampa – 14/6/2016).

SATURAZIONE

La prova delle “tre passate” ha evidenziato un lieve, non decisivo aumento della saturazione alla terza passata, senza un significativo “guadagno” in termini di caratterizzazione. Anche i tratti più sottili e meno inchiostrati conservano un ottimo grado di saturazione, senza alterazioni di tono: l’aspetto negativo di questo comportamento è in un carattere piuttosto piatto, quasi del tutto privo di un qualunque shading.

RESISTENZA

Il water test ha evidenziato una debolissima resistenza all’acqua: dopo i soliti cinque minuti di permanenza delle gocce, il testo ha conservato una solo marginale leggibilità. La candeggina ha provocato la sparizione completa della traccia: decisamente non è un inchiostro “bulletproof”, da usare con cautela nel caso di testi o firme importanti! valutazione complessiva Bel colore elegante, tono distinto e discreto, ottimo grado di saturazione fanno di questo inchiostro un validissimo candidato ad un impiego serio e affidabile nei settori più disparati. Sulle carte più consistenti e patinate il tempo di asciugatura è piuttosto lungo ma si riduce in maniera significativa sulle carte meno “strutturate” e più assorbenti (come i comuni fogli per fotocopie da 80 g/m2 ). In estrema sintesi lo Sherwood Green è un inchiostro per tutte le stagioni, capace di farsi perdonare qualche défaillance in nome di una versatilità che potrà essere apprezzata anche nelle penne con gruppo di scrittura tendenzialmente schizzinoso: la mia esperienza personale mi suggerisce che è piuttosto facile affezionarsi a questa bella…scia di colore!

VALUTAZIONE COMPLESSIVA
Bel colore elegante, tono distinto e discreto, ottimo grado di saturazione fanno di questo inchiostro un validissimo candidato ad un impiego serio e affidabile nei settori più disparati. Sulle carte più consistenti e patinate il tempo di asciugatura è piuttosto lungo ma si riduce in maniera significativa sulle carte meno “strutturate” e più assorbenti (come i comuni fogli per fotocopie da 80 g/m2 ). In estrema sintesi lo Sherwood Green è un inchiostro per tutte le stagioni, capace di farsi perdonare qualche défaillance in nome di una versatilità che potrà essere apprezzata anche nelle penne con gruppo di scrittura tendenzialmente schizzinoso: la mia esperienza personale mi suggerisce che è piuttosto facile affezionarsi a questa bella …scia di colore!

Prescindendo da una impossibile fedeltà “assoluta”, i 5 esempi evidenziano la scarsissima “coerenza cromatica “ che affligge la riproduzione di uno stesso colore nel web: davvero difficile farsi un’idea minimamente fondata!


DIAMINE SHERWOOD GREEN.jpg
Il testo tracciato con una penna da intinzione con pennino calligrafico D. Leonardt, evidenzia la totale assenza di feathering; una prestazione confermata dai ghirigori della piccola prova a destra. Si nota anche uno shading modesto.

diamine-sherwood-green-passate.jpg

 Apprezzabile l’aumento di saturazione ottenibile alle varie passate.

Appena accennato lo shading.

diamine-sherwood-green-water-test-2.jpg
La prova di tenuta all’acqua ha evidenziato una modesta resistenza: dopo i soliti cinque minuti il testo appare irrimediabilmente dilavato, anche se rimane una leggibilità residuale. L’immagine a destra dà conto della scarsissima resistenza alla comune candeggina; dopo altri 15 minuti il testo sparisce quasi del tutto: un “quasi” che però conta…

IDENTIFICAZIONE CROMATICA
L’immagine della macchia di inchiostro è stata acquisita insieme a quella della mira di colore Color Checker X-Rite mediante lo scanner EPSON V850 PRO.
La presenza della scala di grigi ha consentito la calibrazione cromatica complessiva (bilanciamento del bianco) in Camera Raw. La sonda di PhotoShop ha potuto così fornire una “identificazione” attendibile per il colore in questione.

INCHIOSTRO: Diamine Sherwood green
Composizione RGB: R = 64, G = 84, B = 53
NB: la composizione RGB prevede, per ognuno dei tre colori (Red, Green, Blue), 256 livelli, da 0 (nero) a 255 (saturazione max): (0,0,0) corrisponde al nero assoluto, (255,255,255) corrisponde al bianco.

ATTENZIONE: l’inclusione di mire di colore (RGB + CMYK) e scala di grigi garantisce una corretta riproduzione cromatica sui diversi monitor (meglio se calibrati…)

[febbraio 2019]
[recensione pubblicata sul sito www.ilpennofilo.it]

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