Herbin Lie de Thé

Testo e foto di Giulio Fabricatore

COLORE
Il nome Lie de thé (che significa, alla lettera, “feccia di tè”) dovrebbe richiamare il colore delle foglie di tè dopo essere state in infusione per preparare la deliziosa bevanda. Prescindendo dall’osservazione (piuttosto ovvia per i veri appassionati del vero tè) che di tè ce ne sono tantissimi, in varie intonazioni (i verdi, i rossi, i neri e perfino i cosiddetti bianchi!), immagino che la tinta di questo inchiostro intenda richiamare quella di un tè di quelli comuni (cioè non meglio specificati), dal colore “marroncino”.
E in realtà si tratta di un colore che richiama anche, piuttosto da vicino, quello di un caffè a tostatura media, quello comunemente indicato come “a manto di monaco”. Più semplicemente (e sbrigativamente) si potrebbe ascrivere questa tinta al gruppo degi inchiostri “seppia”, immediatamente capaci di fornire a un testo un’aria antica; se poi la carta è quella giusta (sto pensando, ad esempio, a un prezioso foglio a mano delle cartiere Amatruda di Amalfi) allora questo inchiostro si trova proprio “a casa sua”.
Quasi scontato il richiamo al colore di certi inchiostri ferrogallici di oltre un centinaio di anni fa, senza averne, tuttavia, la terribile acidità aggressiva…
Fortunatamente l’intonazione complessiva e la densità ottenibile già da una penna non proprio <BBB> hanno come risultato una traccia ben caratterizzata, che appare da subito decisa, senza equivoche incertezze.
Da segnalare che in pochi minuti l’inchiostro subisce un processo di ossidazione che lo scurisce un po’ e, riducendone leggermente il tono rossiccio, lo rende più “neutro”: il fenomeno è visibile quasi solo alla luce diurna.

RESISTENZA
Il water test, effettuato mantenendo le gocce per circa 5 minuti su scritto ben asciutto, ha evidenziato una lodevole capacità di tenuta: a parte un leggero alone giallo-rossiccio, il testo ha mantenuto quasi perfettamente la sua integrità.
Credo però sia il caso di riferire che un attacco particolarmente perfido con candeggina (quella per il bucato, reperibile in qualunque casa) ha prodotto una quasi totale scomparsa della traccia: un risultato da tenere in considerazione se si pretende di far fronte ad eventuali tentativi multipli di contraffazione!
Questo inchiostro si candida, perciò, ad essere affidabilmente impiegato nelle condizioni che possano essere definite “ordinarie”, in cui l’unico rischio è quello di un bicchiere d’acqua rovesciata sul foglio…

SATURAZIONE
La cosiddetta “prova delle tre passate” mostra chiaramente come la saturazione aumenti ad ogni passata. Anche la condizione di massima saturazione non produce, tuttavia alcuno shading: questo inchiostro può essere definito decisamente “piatto”, senza alcuna sfumatura.
Come per tanti altri inchiostri, la densità piena si ottiene solo con pennini abbastanza ampi da lasciare una traccia consistente; via via che la traccia si assottiglia diminuisce progressivamente la saturazione: il colore tende a riproporre quello di un caffè via via più annacquato, pur mantenendo un carattere abbastanza gradevole. Tempi di asciugatura Dal test si evince in maniera piuttosto chiara che questo non è un inchiostro a rapida asciugatura: l’uso di un pennino calligrafico “D. Leonardt”, con una larghezza ragguardevole (un vero <BB> nei tratti discendenti) montato sulla sua “cannuccia” ha reso la prova di asciugatura particolarmente severa, per un inchiostro che non è certamente un fulmine in questo settore! In casi come questo verrebbe di consigliare l’uso precauzionale della carta assorbente che, però, assorbirebbe l’inchiostro, eviterebbe lo “smearing” ma toglierebbe “sostanza” al colore: non si può avere tutto, come al solito…

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Un bell’inchiostro, che soddisfa la mia vecchia passione per il seppia e le sue tante varianti: la sua intonazione “antica” ne incoraggia l’uso in testi che ripropongano un carattere “arcaico”: direi che il massimo sia ottenibile su una buona carta a mano di colore avorio (sempre i fogli Amatruda di Amalfi…). Una penna da intinzione (come, ad esempio, la cannuccia che ho usato con pennino calligrafico D. Leonardt) e una adeguata manualità calligrafica possono produrre risultati molto gratificanti: questo inchiostro può ben essere un emozionante incentivo a darsi alla nobile (ma negletta) arte della calligrafia.
Il prezzo (Goldpen a febbraio 2019) del flacone da 100 ml è di soli € 11,71, per tante felici ricariche colorate.

Herbin Lie de The Test Inchiostro
J.Herbin Lie de The Calligrafico

Il testo, a sinistra, tracciato con una penna da intinzione con pennino calligrafico D. Leonardt, evidenzia la totale assenza di feathering; una prestazione confermata dai ghirigori della piccola prova a destra.
Si nota anche la totale mancanza di shading.

J.Herbin Lie de The Spennellate

Alle varie passate successive corrisponde solo un aumento della saturazione;
nessuna traccia di shading.

J.Herbin Lie de The Water Test

La prova di tenuta all’acqua ha evidenziato la notevole “tenuta” di questo inchiostro, capace di resistere impavido ai cinque minuti standard di permanenza delle gocce d’acqua, al prezzo di solo lievi sbavature: il testo è assolutamente integro!
Molto bene. Ma l’attacco con comune candeggina ha avuto un esito disastroso: il testo scompare… 

IDENTIFICAZIONE CROMATICA
L’immagine della macchia di inchiostro è stata acquisita insieme a quella della mira di colore Color Checker X-Rite mediante lo scanner EPSON V850 PRO.
La presenza della scala di grigi ha consentito la calibrazione cromatica complessiva (bilanciamento del bianco) in Camera Raw. La sonda di PhotoShop ha potuto così fornire una “identificazione” attendibile per il colore in questione.

J.Herbin Lie de The test x-rite

INCHIOSTRO:   Herbin Lie de thé
Composizione   RGB: R = 107, G = 78, B = 49

NB: la composizione RGB prevede, per ognuno dei tre colori (Red, Green, Blue), 256 livelli, da 0 (nero) a 255 (saturazione max): (0,0,0) corrisponde al nero assoluto, (255,255,255) corrisponde al bianco.

ATTENZIONE: l’inclusione di mire di colore (RGB + CMYK) e scala di grigi garantisce una corretta riproduzione cromatica sui diversi monitor (meglio se già calibrati…)

[febbraio 2019]
[recensione pubblicata sul sito www.ilpennofilo.it]

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